Dal Mef: una riforma fiscale che riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro

Dal Mef: una riforma fiscale che riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro

Una riforma fiscale che migliori l’equità e l’efficienza, riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro, aumenti la propensione delle imprese ad investire, creare reddito e occupazione e che incentivi la transizione ecologica, in un quadro che preveda il perseguimento di una stabile e coerente politica di contrasto all’evasione fiscale e contributiva (MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE - Comunicato 09 luglio 2020)

Negli ultimi mesi, il Governo è intervenuto con misure di portata senza precedenti per contrastare gli effetti economici dell’epidemia da COVID-19, in particolare tramite i decreti Cura Italia, Liquidità e Rilancio, con misure a tutela della salute, dei redditi e del tessuto imprenditoriale che hanno ispirato l’azione anche degli altri Paesi impegnati a fronteggiare l’emergenza Covid.
La pubblicazione del Programma Nazionale di Riforma (PNR) rappresenta un’ulteriore tappa fondamentale dello sforzo complessivo per il rilancio e la ripresa economica dell’Italia. Il Programma illustra le politiche che il Governo intende adottare nel triennio 2021-23 per il rilancio della crescita, l’innovazione, la sostenibilità, l’inclusione sociale e la coesione territoriale, nel nuovo scenario determinato dal Coronavirus.
Il Governo ha scelto di presentare il PNR successivamente al Programma di Stabilità 2020 per tenere conto dell’evoluzione della pandemia, della fase di graduale riapertura del Paese, nonché delle risposte adottate dall’Unione Europea per contrastare le conseguenze economiche dell’emergenza COVID-19. Il PNR, infatti, traccia anche le linee essenziali del Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) che il Governo metterà a punto dopo l’adozione dello Strumento Europeo per la Ripresa (Next Generation EU), attualmente oggetto di negoziato in sede di Consiglio Europeo.
La strategia complessiva del Governo per il rilancio del Paese, dunque, coniuga il sostegno alla nostra economia nel quadro della crisi causata dalla pandemia con interventi per sbloccare la crescita economica del Paese e raccogliere le sfide dell’innovazione e della sostenibilità ambientale e sociale. Il PNR risponde alle Raccomandazioni approvate dal Consiglio Europeo nel 2019 e si ispira alla più recente Annual Sustainable Growth Strategy della Commissione Europea e allo European Green Deal.
"Il Piano di Rilancio e, al suo interno, il Recovery Plan, si baseranno su un forte aumento degli investimenti, su un significativo incremento della spesa per ricerca, istruzione, innovazione e digitalizzazione e su riforme mirate ad incrementare la crescita potenziale, la competitività, l’equità e la sostenibilità sociale ed ambientale. Non si tratta solo di assorbire l’impatto della recessione innescata dalla pandemia, ma di affrontare i nodi strutturali che da tempo inibiscono un pieno e armonioso sviluppo economico e sociale del Paese, accelerandone il processo di modernizzazione e riducendo le diseguaglianze sociali e territoriali acuitesi negli ultimi anni", scrive il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri nella premessa del Programma.
L’azione del Governo si muove nella direzione di alcuni obiettivi principali: rafforzare la crescita grazie all’innovazione e alla modernizzazione del Paese, migliorare l’equità e l’inclusione sociale, promuovere e incentivare la sostenibilità ambientale.
Per il perseguimento di queste finalità, il Governo intende fare leva su una serie di strumenti:
Il rilancio degli investimenti pubblici, con l’obiettivo di incrementarli di almeno un punto percentuale in rapporto al Pil rispetto ai livelli del 2019 (quando sono stati pari al 2,3% del Pil), concentrandosi su diverse aree di intervento: lo sviluppo delle reti di telecomunicazione e di trasporto, per favorire la competitività, aumentare la qualità della vita, ridurre i divari territoriali e sociali e rispondere efficacemente alle sfide della sostenibilità; la protezione dell’ambiente, il sostegno dell’economia circolare e l’attenuazione dei rischi idrogeologici e sismici; la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dell’istruzione, in un’ottica di maggiore efficienza, produttività e miglioramento della qualità dei servizi.
L’aumento delle spese per l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo: è intenzione del Governo puntare ad incrementare la spesa pubblica per la ricerca e per l’istruzione, con l’obiettivo di chiudere il gap di spesa nei confronti della media UE e collocarci al di sopra di quel livello nell’arco temporale del programma. La maggiore spesa per Ricerca e Sviluppo sarà anche destinata al finanziamento di progetti di ricerca che perseguano obiettivi di sostenibilità ambientale e digitalizzazione e che abbiano un rilevante effetto sull’incremento della produttività.
Il rilancio degli investimenti privati, proseguendo il percorso tracciato dai più recenti provvedimenti del Governo, con diversi obiettivi: favorire il consolidamento patrimoniale delle aziende, aumentare gli investimenti nell’economia reale, favorire la crescita dimensionale, incentivare il trasferimento o la riorganizzazione in Italia di attività svolte all’estero. Tutto questo, rivedendo e rafforzando il sistema di incentivi agli investimenti, all’innovazione e alla capitalizzazione, con un’attenzione particolare dedicata al programma Transizione 4.0.
Interventi per il rilancio di importanti filiere e settori produttivi particolarmente rilevanti per la nostra economia e per il benessere dei nostri cittadini. Partendo dal settore sanitario, con un piano di investimenti e misure organizzative e di politica industriale di medio-lungo termine, e prevedendo misure per settori strategici come l’auto e la componentistica, il turismo e lo spettacolo, l’edilizia, la produzione di energia, la siderurgia.
Riforme volte a rafforzare la competitività dell’economia e a migliorare l’equità, l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale. Tra queste: una amministrazione della giustizia più moderna e più efficiente; interventi sul sistema dell’istruzione, per innalzare i livelli di conseguimento educativo, migliorare l’inclusione e ridurre il disallineamento fra le qualifiche richieste dalle imprese e quelle disponibili.
Una riforma fiscale che migliori l’equità e l’efficienza, riduca le aliquote effettive sui redditi da lavoro, aumenti la propensione delle imprese ad investire, creare reddito e occupazione e che incentivi la transizione ecologica, in un quadro che preveda il perseguimento di una stabile e coerente politica di contrasto all’evasione fiscale e contributiva.
Una strategia di ampio respiro, volta a rilanciare la crescita e lo sviluppo del Paese nei prossimi anni, e che verrà attuata coerentemente con una politica di bilancio volta a ridurre adeguatamente il rapporto fra debito e Pil.
"È assolutamente necessario evitare che la crisi pandemica, inserendosi su un contesto di scarso dinamismo economico del Paese, nonché di complessi cambiamenti geopolitici a livello mondiale, sia seguita da una fase di depressione economica. Non vi è tempo da perdere, e le notevoli risorse che l’Unione Europea ha messo in campo devono essere utilizzate al meglio. Bisogna fornire alle famiglie e alle imprese tutto il sostegno necessario per una ripartenza sostenibile nel tempo e da un punto di vista sociale e ambientale, sospingendo gli investimenti produttivi e realizzando riforme da lungo tempo attese", sottolinea il ministro Gualtieri nella sua premessa