Bonus sud anche in attesa del certificato antimafia

Bonus sud anche in attesa del certificato antimafia

L’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di poter autorizzare il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno anche in attesa del certificato antimafia, sotto condizione risolutiva (Ministero interno - circolare 03 luglio 2018).

Il chiarimento arriva direttamente dal Ministero dell’Interno che si è espresso sull’obbligo dell’acquisizione della documentazione antimafia nel corso del procedimento di autorizzazione alla fruizione del credito d’imposta Sud.

Il beneficio economico in questione rientra tra i "contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate", indicati dall’art. 67, co. 1, lett. g), D.Lgs. n. 159/2011, per i quali ricorre appunto l’obbligo di acquisire la documentazione antimafia.
La lunghezza del tempo medio di attesa del provvedimento antimafia risulta però incoerente con l’impianto normativo del bonus sud, compromettendo le finalità della misura di sostegno, dirette ad incidere nell’immediato su investimenti e occupazione.
In tal senso, sono state introdotte specifiche regole ai fini dell’erogazione di contributi, finanziamenti e altre provvidenze pubbliche, stabilendo che, laddove il provvedimento antimafia non venga rilasciato nel termine ordinatorio prescritto, l’Amministrazione procedente ha la facoltà, ma non l’obbligo, di sospendere il versamento fino alla ricezione della documentazione liberatoria.
Ne discende quindi che la medesima Amministrazione può legittimamente determinarsi anche in assenza della citata documentazione, corrispondendo i contributi, i finanziamenti e le altre erogazioni sotto condizione risolutiva.

Diverso è il caso in cui la documentazione interdittiva venga comunicata successivamente ad una precedente liberatoria, in virtù della quale era già stata legittimamente autorizzata la fruizione del credito d’imposta, senza l’apposizione di condizioni risolutive. In tal caso non si può procedere alla revoca dell’autorizzazione in quanto le relative norme di riferimento (art. 88, co. 4-ter e 92, co. 4, D.Lgs. n. 159/2011), nel prevedere l’esercizio della revoca o del recesso, contemplano solo i casi della stipula del contratto, della concessione dei lavori o dell’autorizzazione al subcontratto, senza alcun richiamo alle erogazioni.

In caso di avveramento della condizione risolutiva, viene recuperato l’interno importo del credito d’imposta autorizzato, tenuto conto che "il pagamento del valore delle opere già eseguite e il rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione del rimanente, nei limiti delle utilità conseguite" riguarda la diversa materia dei rapporti a prestazioni corrispettive.